I due fratelli sono ora sepolti nel cimitero del paese e la loro tomba è molto riconoscibile in quanto riprende abbastanza lo stile della loro dimora. Entro facilmente dalla porta principale e mi trovo subito davanti un magnifico salone. Completo anche l’abitazione e mi appresto a raggiungere l’uscita. Prendo una rampa di scale molto buia che porta ai sotterranei. Mi sposto al secondo piano, purtroppo non posso esplorarlo tutto perché il pavimento in alcune stanze è estremamente pericolante, ma le poche stanze che visito sono molto belle. Passo alla casa di fronte, stessa situazione, forse c’è qualche mobile in più in questa. Al suo interno si produceva un vino molto apprezzato, come testimoniano le enormi botti di legno trovate nei sotterranei. Entro in tranquillità, questa volta non c’è nemmeno il cane che mi abbaia dietro. Non è chiaro l’anno dell’abbandono, ma dalle informazione che mi ha fornito un commerciante della zona, l’ultimo proprietario della villa è morto e gli eredi non riescono a mettersi d’accordo sulla sua vendita, per questo ora giace abbandonata. Oggi ad accompagnarmi oltre a mio fratello e alla mia ragazza, ci sono gli amici di Urbex Silence Venezia, ZhUrbex e Albus310. Completato il giardino entro in casa, questa volta non ci sono sciami di zanzare affamate ad accogliermi e ho più tempo per fare le foto, quindi ne approfitto per fare meglio qualche scatto uscito male la volta scorsa. A distanza di un anno e mezzo circa dall'ultima visita, torniamo all'interno delle mura ormai crollate di Villa degli Equilibri (link in basso). Sono riuscito ad emozionarmi ancora come fosse la prima volta, complici anche le maggiori informazioni in mio possesso e la maggiore esperienza nel campo delle esplorazioni urbane. Da allora il castello dell’artista venne completamente abbandonato. Arrivo in una grande sala dove si trovano delle enormi botti di legno. Quindi vedrete il cambiamento che ha colpito la struttura di questa affascinante villa abbandonata, ma non solo. Questo palazzo fu edificato tra il XIV e il XV secolo, fu la prima villa-castello costruita dalla nobile famiglia che la commissionò. Ci spostiamo quindi al piano sopra e completiamo l’esplorazione della parte interna. Sul pavimento invece si trovano numerosi documenti risalente all’epoca di attività dell’azienda agricola. Non senza rischi, e poi capirete perché. Fu successivamente ampliata nel Settecento con l’aggiunta delle quattro torri agli angoli della corte che inglobano l’adiacenza, la colombara e l’oratorio. Sicuramente questa è la stanza più bella in assoluto. Le poche che ho trovato non posso scriverle altrimenti renderei troppo facile trovarne l’ubicazione. Ci troviamo nell’ala dedicata agli appartamenti, la zona più colpita dai danni strutturali. Questa esplorazione mi porta in uno dei luoghi più famosi del panorama Urbex italiano: La villa del cavaliere.Chiamata cosi per via di un finto attestato da cavaliere della Repubblica Italia appeso ad un muro, che purtroppo ora non c’è più. Faccio un giro veloce, ma non trovo nulla di rilievo, mi sposto quindi verso il macello, probabilmente unica attività commerciale del paese, gli altri abitanti probabilmente coltivavano solo i campi. Parto dalle stanze vuote per poi andare a vedere quelle più interessanti. L’esplorazione di oggi mi porta all’interno di un’credibile villa, Villa Filanda, chiamata così perché parte di un’antica filanda. La villa è divisa in tre piani: i sotterranei, il primo e il secondo piano collegati tra loro da una scala a chiocciola palladiana. I disegni sono solo un po’ sbiaditi ma ancora completamente visibili. Non mi lascio prendere dallo sconforto, so che la villa che cerco c’è, basta solo trovarla. Arrivo a piedi davanti alla chiesa, non c’era modo di parcheggiare senza farsi vedere. These cookies do not store any personal information. A fianco una vecchia fabbrica abbandonata ma ricoperta da una giungla, quindi inaccessibile. Nulla di interessante da segnalare al piano superiore. Do you accept the … I muri del primo e secondo piano sono finemente decorati con affreschi del secolo XVII di scene sacre e mitologiche e motivi ornamentali di paesaggi. Anche questa vuota, c’è solo un pianoforte a coda completamente rotto, mancano persino i tasti. L’articolo era scritto in russo e Google non è proprio precisissimo, comunque con gli indizi trovati e ore di ricerca su internet finalmente ho trovato la villa. Talvolta viene utilizzata dal comune come deposito. Anche qui come al piano sotto la maggior parte della stanze sono vuote ad eccezione dei letti. Si conclude così anche questa esplorazione. Monterosso Calabro ne è l’esempio, un paese che si trova sul versante tirrenico a 20 km da Pizzo Calabro nella Vallata del Lago Angitola, che mai mi sarei aspettata di visitare quest’anno e che come un fulmine a ciel sereno è diventato il mio borgo del cuore. Non faccio foto qui, non c’è nulla di realmente interessante, io sono qui per gli affreschi. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website. Villa San Giovanni è un comune italiano di 13.858 abitanti della provincia di Reggio Calabria, in Calabria. Continuo l’esplorazione e riesco finalmente a togliere un’altra cosa dalla liste degli oggetti abbandonati che voglio assolutamente vedere. Inizialmente rimango un po’ spiazzato, dalle foto che avevo visto mi aspettavo uno stile più anni ’70, epoca probabilmente dell’ultimo restauro della villa, Invece mi trovo in stanze molto più antiche. Venne infine ceduta nel 1875 ai Nava-Gattinoni, che la trasformarono. A volte è bello avere occasione di tornare in una location, mi permette di concentrarmi di più sulla pura esplorazione invece che sulle foto. Infatti in una delle tante stanze del piano terra trovo un tavolo da bigliardo molto ben conservato. Al primo piano mi sembra di essere in un’altra villa, c’è una distinzione netta tra la modernità dei piani superiori e l’antichità delle cantine, ora riconosco la villa che avevo visto nelle foto di altri appassionati. È la prima volta che trovo una villa abbandonata con il mobilio intatto e ancora arredata come prima dell’abbandono. Decido comunque insieme ai miei compagni di avventura di iniziare l’esplorazione proteggendo l’attrezzatura con un ombrello. Non ci faccio più di tanto caso e mi metto a guardare con attenzione tutti i dipinti sulle pareti e sui mobili. Il ritrovamento più interessante è un’antico calesse in ottimo stato di conservazione a anche un’antica cariola. Tipologia: Villa Abbandonata Causa dell'abbandono: Sconosciuta Data esplorazione: 04/2018 Condizioni: Pessime Stato Attuale: Abbandonato Valutazione Personale (1/10): 9 L’esplorazione di oggi mi porta all’interno di un’credibile villa, Villa Filanda, chiamata così perché parte di un’antica filanda. Urbex Lazio. Dopo di allora, la villa subì un lento ed inesorabile declino: durante la dominazione Austriaca, l’edificio fu adibito a caserma prima e ad ospedale militare poi. Il paesino arriva nel 1840 a contare addirittura 255 abitanti, il picco massimo raggiunto. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. Inizio dal grande giardino dove c’è la piscina, ormai piena di acqua putrida. Categoria LAZIO urbex. Faccio qualche foto ed esco dalla villa raggiungendo il giardino. ... La villa delle statue circolari. Non posso quindi che dare una valutazione molto positiva. Alla luce di tutto quindi non posso far altro che dare un volto altro a queste esplorazione. Entriamo nella prima parte della casa proprio passando dalla porta della facciata a “forchetta”. Lettere, fotografie persino un invito ad un matrimonio di una nobile coppia, come sempre mi dispiaccio per quelle memorie del tutto dimenticate, ma procedo oltre. If you want to use the UrbexShare website, you must accept the use of cookies. L’esplorazione di oggi mi porta all’interno di un’credibile villa, Villa Filanda, chiamata così perché parte di un’antica filanda. Proviamo anche a cercare il famoso falso attestato di cavaliere del lavoro, ma purtroppo hanno portato via pure quello. Passo stanza per stanza e faccio foto a tutte le pareti, per poi spostarmi al piano superiore. In vita mai non ho mai visto un salone di queste dimensioni, è veramente pazzesco, qualsiasi mobilio al suo interno si perde e sembra microscopico. La vista da li è davvero fantastica. Le aste giudiziarie di ville antiche ti permettono di risparmiare notevolmente sul prezzo d’acquisto. Anche qui ricordi foto e vestiti appartenuti ad un’epoca antica. La stanza successiva è uno studio molto bello, arredato con una scrivania antica e una lampada molto particolare. A metà Ottocento si estinse l'ultimo ramo della famiglia Donà e la villa cambiò proprietà diverse volte fino ad essere acquistata nel 1847 dal banchiere padovano di origine ebrea Mosè Vita Jacur; nel 1871 il suo nipote Leone Romanin adibì l'edificio di servizio posteriore a filanda e la villa … Oggi una parte del complesso è stata ristrutturata e adibita ad abitazione privata. Peccato per la puzza terribile che alberga in questa stanza. Probabilmente oggi la villa viene usata come deposito dal comune dato che trovo numerose poltrone e tavoli e panche tipici da sagra. Com’è possibile che simili ricordi siano lasciati qui a marcire? Come mio solito perdo più di mezz’ora per fotografare il pianoforte, tra cambi obiettivo e riposizionamenti del cavalletto. Storia Qui trovo di tutto, compresi numerosi e inestimabili ricordi dell’ultimo proprietario. Sono ancora in toscana e sempre in compagnia della mia ragazza e degli amici di Urbex Silence Venezia. Scendo le scale strettissime con accanto la mia ragazza, soffro di claustrofobia e mi sento più sicuro se qualcuno è con me. Non so molto sulla storia di questa villa, quindi non riesco a dare un senso a questa scoperta. Le decorazioni delle pareti però non mi fanno rimpiangere il mobilio. Alla fine è per questo che noi urbexer lo facciamo no? La famiglia, caduta infine in rovina, fu costretta a vendere la villa, che fu così trasformata prima in una filanda e poi ridotta in stato di abbandono. In questa esplorazione sono nella magnifica Toscana in compagnia della mia ragazza e degli amici di Urbex Silence Venezia. Ospedale civile. Esploro la prima casa, nulla di che sono tipiche abitazione contadine di un tempo, riesco a trovare qualche mobile, qualche letto, qualche pensile da cucina, molti caminetti e addirittura un box per neonati. Il nostro obiettivo per la mattina è una magnifica villa storica costruita sulla vetta di una collina: la Villa del Vino. D’ora in poi questa famiglia dimenticata resterà per sempre nei miei ricordi. L’azienda è nata nel 2006 grazie all’idea di Silvano di valorizzare le idee e l’arte che da generazioni fa parte della famiglia Clementi. E’ abbandonata da tantissimi anni, ma mantiene intatto il fascino di quando veniva definita il gioiello del ‘600. Tutte le stanze sono vuote ad eccezione della cucina in cui si trova un vecchissimo frigorifero e un accenno di caminetto. Dal 2004 allestisce il laboratorio e lo show-room nell’Antica Filanda di Villa d’Adda. La famiglia Demidoff, proprietaria della villa di Pratolino, donò il terreno. Un tempo la villa faceva capo ad un’importante azienda agricola della zona. Le Marche sono una regione italiana a statuto ordinario dell’Italia centrale di 1 522 608 abitanti, con capoluogo Ancona, affacciata verso est sul mar Adriatico. Tutto il prestigio di ville antiche e castelli in vendita Dimore storiche in vendita. Non riesco ad immaginare come dev’essere stato bello un tempo, quando a calpestare questi pavimenti c’erano nobili e ospiti illustri, peccato, ora è ridotto ad un cumulo di macerie. La villa risale al seicento, ed è composta da un quadrato centrale e da una chiesetta esterna. Gli interni della villa seppur spogli sono bellissimi, e il panorama attorno è stupendo. Mi soffermo a guardale, è sempre triste vedere queste foto cosi abbandonate, ma mi piace molto immagine di vedere le persone rappresentate girare per la casa prima dell’abbandono, è un modo per far rivivere seppur solo nella mia mente queste persone per un’ultima volta, prima di essere dimenticate per sempre. Procedo e finalmente arrivo all’enorme solone che ha reso famosa questa villa. Faccio qualche foto all’esterno, ma non vedo l’ora di entrare. Villa abbandonata n.2 Rimaneva un'intera ala da esplorare l'ultima volta, e ci avventureremo per portarvi le immagini di quello che mancava e la zona della filanda sul retro della villa. Noto subito che c’è stato un recente restyling degli interni, alcuni mobili sono stati spostati e la famosa televisione di Pavarotti non è al suo posto. Il Villaggio Crespi è ancor oggi un paese abitato. La fabbrica è stata costruita nel 1902 ed è stata attiva fino al 1978. Qui probabilmente viveva la servitù, i soffitti sono bassi e le stanze da letto sono molto più piccole rispetto al resto della casa. Negli anni divenne una corte rurale fortificata. Penso di aver concluso, ma uno dei miei compagni di avventura mi chiama perché ha scoperto un’ulteriore livello di sotterranei. Tutte lì in riga sopra al camino, la storia di quella famiglia in pochi scatti, un bambino, un matrimonio e altre foto di gruppo. Categoria MARCHE urbex. Non ho appositamente guardato foto fatte da altri esploratori per non rovinarmi la sorpresa. Proseguo spostandomi verso la parte messa peggio del borghetto, i tetti delle abitazioni qui sono messi davvero male, alcune stanze sono completamente scoperte. La tristezza mi ha completamente avvolto, l’euforia si è trasformata in malinconia, ma questo è il bello dell’Urbex. Non mi dilungherò più di tanto nella storia di questo posto altrimenti renderei troppo facile identificarne la posizione e a parer mio ,un luogo del genere, va tutelato. E’ aperto e riusciamo a entrare facilmente: la struttura è imponente, a forma di U. La città si affaccia sullo Stretto di Messina ed il suo porto è il terminal principale del traghettamento per la Sicilia. URBEX - VILLE ABBANDONATE - La Villa del Forestiero - YouTube Oltre agli affreschi non c’è molto altro da vedere, ma vi assicuro che sono talmente belli che si potrebbero perdere ore a guardarli. Oltre la filanda abbandonata c’è la parte vecchia del paese con la chiesa di Sant’Ercolano, Villa Archetti coi suoi mascheroni tutti diversi e – dopo le fondamenta di ciò che sarebbe dovuto essere il grand hotel – il Club vela. Anche questa esplorazione si è conclusa. Questa esplorazione mi porta in un piccolo borgo disperso nelle colline toscane, il borgo abbandonato di Canneto. L’entrata è surreale, bellissima: un lungo viale porta al cancello coperto di rovi. La villa presenta un corpo centrale a tre piani con base rettangolare e nel 1872 nella sua area nord è stata edificata una Filanda. La sorella morì nel 2007, mentre il fratello nel 2013. Sentivo che qualcosa di buono dentro c’era. Vedendo questa stanza, la cosa che mi ha fatto più male, o meglio che mi ha fatto emozionare di più sono state le foto. Sopra al tavolo un servizio da te ed alcune lettere indirizzate al proprietario. Ma ho parlato abbastanza, ora vi lascio alle foto. L’esplorazione di oggi mi porta ad esplorare la Villa delle Carrozze, conosciuta nel mondo Urbex anche come Villa del Musicista. Ad accompagnarmi oggi c’è la mia ragazza ed i cari amici di Urbex Silence Venezia. Urbex marche. Il palazzo è ancora di proprietà di una nobile famiglia della zona, anche se lasciata in un stato di completo abbandono. In seguito allo spopolamento del borgo avvenuto nel secondo dopoguerra, Canneto ha cessato di essere frazione del comune, venendo declassato a località. La prima stanza è un’enorme salone, vuoto ma con un bellissimo caminetto. Ora vi lascio alle foto che spero possano far provare anche a voi le emozioni che ho vissuto io durante l’esplorazione. La Casa delle Fiabe è una particolare abitazione spersa in mezzo alla campagna. Ho deciso di chiamare questa location Villa del Vino perché durante tutta l’esplorazione ho trovato tantissime bottiglie di vino che portavano il nome della villa. La villa delle carrozze viene costruita nel cinquecento sulle ceneri di un’antico edificio fortificato sulla vetta di una collina. Davanti ad essa una stufa che sembra nuova, solo un po’ impolverata. Cookies The urbexshare.com website uses only strictly necessary, functional cookies. Già da fuori si può percepire quanto sia mastodontica, ma una volta dentro ci si rende conto che quello che si vede da fuori è solo una parte del palazzo. Filanda Di Martinengo Detta Il Filandone: IL FILANDONE (1870) - Guarda 10 recensioni imparziali, 10 foto di viaggiatori, e fantastiche offerte per Martinengo, Italia su Tripadvisor. Faccio qualche foto da fuori e poi entro nella villa. Click here to read the Cookie Policy and learn more about why and how we use them. Purtroppo non sono riuscito a trovare molte informazioni su questa villa. Ho deciso di tornare in questa villa per accompagnare un amico che ci teneva molto a vederla, alla fine è un posto di cui è impossibile stancarsi. Out of these cookies, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are as essential for the working of basic functionalities of the website. Non è rimasto molto da vedere, quindi decido di dare una rapida occhiata e di spostarmi finalmente alla villa. La filanda che aveva costruito nei giardini adiacenti al palazzo, riconoscibile per la sua caratteristica ciminiera, impiegava molte donne della regione. filanda abbandonata). Solo un anno più tardi Katrin Arens si trasferisce nei “Molini di sotto” che anche oggi sono il suo luogo di ispirazione. Venne successivamente acquistata dai conti Melzi, fu poi sede di una filanda e infine abbandonata poco dopo il primo conflitto mondiale, ovviamente spogliata di qualsiasi arredo. Dal 1913 a Villa era attiva una fabbrica francese per la produzione di pipe, la Vassas, sita nei locali dell'ex filanda Erba, lungo l'attuale via Marina. Arrivo ai piedi della collina su cui sorge questa maestosa villa. Passo alla stanza successiva pieno di aspettative. Era di proprietà di due fratelli entrambi amanti dell’arte ed entrambi molto anticonformisti. Arrivo finalmente al letto rosso, la stanza è davvero scenografica e il colore rosso acceso del baldacchino in contrasto con il grigiore delle pareti crea veramente un bellissimo effetto. La sua storia inizia nel 1934, quando l’amministrazione provinciale decise di edificare un istituto sanatoriale a Pratolino, poiché la lontananza dalla città, la salubrità dell’aria, la ricchezza di boschi sembravano essere ideali per la cura della tubercolosi. Anche qui i ricordi sono tanti e le emozioni fioccano. Effettivamente è incredibile la quantità di oggetti creati dai proprietari. Provo quindi ad aggirare la villa per vedere se nel retro esiste un ingresso. Stavo già pensando di aver fatto tutta quella strada per niente, ma decido ugualmente di entrare. Esplorazione di una fantastica dimora dispersa in un paesino semi deserto, incredibili le emozioni che sa regalare con non poche sorprese al suo interno!Buona VisioneAler Urbex TEAM_________________INFO____________________Facebook:https://www.facebook.com/aleralloph/?ref=bookmarksInstagram:https://www.instagram.com/brucewayne_86/?hl=ithttps://www.instagram.com/alerurbex/Flickr:https://www.flickr.com/photos/148429397@N06/Ti piacciono i nostri video?Se ti va, aiutaci e supporta le nostre esplorazioni con una donazione allora!https://www.paypal.me/AlessandroRalloDo you like our videos?If you want, help and support our explorations with a donation!https://www.paypal.me/AlessandroRallo Canneto e la sua villa alla fine mi hanno regalato parecchie emozioni, nonostante non resti moltissimo da vedere la location è veramente affascinante e immersa in un paesaggio meraviglioso. Lasciate Solo Impronte… Prendete Solo Emozioni. Nel 1969 fu ristrutturata e all’interno vennero fatti costruire diversi appartamenti senza però modificarne la particolare struttura architettonica. Attualmente gli eredi Filotto, Stella e Bernasconi de Luca abitano la parte ottocentesca della casa mentre la filanda e la torretta sono state abbattute negli anni settanta e la vecchia casa Lucini, sopportate diverse vicissitudini, rimane per molti anni abbandonata ed oggi è in via di ristrutturazione. Villa Moglia si trova con una semplice ricerca su Google Maps. Nonostante tutto le stanze sono molto belle e fotogeniche e anche con una pessima luce sono soddisfatto delle foto scattate. L’ultima cosa che mi resta da vedere è una meravigliosa terrazza con vista sul magnifico paesaggio tipico della toscana che circonda la villa e il borgo. In questa esplorazione mi accompagnano mio fratello di Urbex Venezia ed un amico. Anche in questa esplorazione sono con mio fratello e ZhUrbex. in filanda per la lavorazione della seta. In questi anni la villa è stata messa all'asta dalla Provincia di Como diverse volte, tra cui nel 2013 con una base d'asta di circa 4.500.000,00€ e nel 2015 con una base d'asta di 2.929.500,00€. Le dimensione sia delle camere che dei corridoi è notevole, non ho mia visto una villa così grande. Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. Faccio molte foto e mi sposto nella stanza successiva. Faccio poche foto e mi godo l’esplorazione con solo la torcia in mano, ogni tanto ci vuole! Fatta la foto che volevo mi sposto al piano superiore. Provo ad aggirare la filanda e finalmente la trovo. Per dare memoria a luoghi e persone troppo a lungo dimenticati. These cookies will be stored in your browser only with your consent. Possibile che non ci sia nessuno in vita ad ereditarli? Le prime stanze che trovo sono completamente vuote, come spesso succede in queste ville storiche abbandonate da molto tempo. Discoteca Five - Smaila's. Rimango subito a bocca aperta, trovo del mobilio ben conservato. Nel 2011 è stato costruito il nuovo asilo comunale che fa parte del nuovo polo scolastico di Cassina Rizzardi. Nelle altre stanze nulla di rilevante se non affreschi, qualche letto semi distrutto e qualche caminetto. Villa Giulini, Boffalora sopra Ticino. Nel corridoio centrale c’è un bellissimo pianoforte verticale e una statua decapitata. Non posso che dare un voto molto alto a questa esplorazione. Questo palazzo si merita comunque la sufficienza, più per il paesaggio che per la villa in sè. Perfino il soffitto è bellissimo. Qui trovo un’altra credenza piena di oggetti, foto, lettere e persino bollette dell’elettricità. Forse mi sono dilungato un po’ troppo, ma ci tenevo a far capire quello che ho provato all’interno di questa villa. Mi sposto su una delle torri davanti alla villa, quella di destra, all’interno c’è, o meglio c’era, una cappella, alla fine è una grande stanza vuota. In questa esplorazione vi porto dentro alla villa degli affreschi, chiamata così per via dei meravigliosi affreschi che ornano il primo e il secondo piano. Purtroppo non ho molte informazioni sulla villa, cercando sul web ho trovato solo informazioni sulla filanda e non sugli edifici che la circondano. La stanza è bellissima, probabilmente la mia preferita dell’intera esplorazione, o quanto meno se la gioca con lo studio e le sue fotografie. La stanza più bella è affrescata con motivi floreali e mostra scene di vita rurale, probabilmente sempre riguardati la villa e le sue terre. Proseguo oltre, salgo delle scale e arrivo alla villa principale, quella che si trova al centro delle 4 torri. Tutte le pareti sono affrescate e rappresentano la villa e il panorama circostante. Villa Persani è sita in Pressano, piccolo paese a nord di Trento, che sorge sulle colline Avisiane sulle quali da secoli è inserita la coltura della vite. Villa Moglia: la maledizione dell’abbandono. In questo modo noto particolari che la scorsa volta non avevo visto. Armato di ombrello quindi decido di sfidare il diluvio e di andare a fotografare la piscina e appunto la facciata. Abbandonata l’idea di ingrandire l’ospedale, che già pochi decenni dopo la sua riedificazione risultava insufficiente alle esigenze della comunità, all’inizio dell’Ottocento l’istituzione ospedaliera fu trasferita nel soppresso monastero di Santa Chiara, i cui locali erano più ampi e soprattutto lontani dalla filanda… La sala da pranzo completamente arredata, sulla credenza ancora gli oggetti che un tempo venivano utilizzati tutti i giorni. Concludo l’esplorazione ed esco finalmente all’aria aperta, non mi sento a mio agio nei sotterranei! Purtroppo non so molto altro su questa splendida villa. Come sempre i ladri si sono portati via gran parte dei quadri e del mobilio, ma qualcosa c’è ancora e nonostante tutto è ancora un gran bel vedere. Esco e vado in giardino, lo percorro tutto fino ad arrivare alla zona panoramica, c’è anche una vecchia panchina. Passo al piano sopra dove ci sono numerosissima camere e dove si trova anche il famoso letto a baldacchino rosso che ha reso famosa villa Canneto nel mondo Urbex. Real Estate Discount è il portale specializzato nella vendita di ville antiche all’asta giudiziaria. La villa delle carrozze alla fine non mi ha entusiasmato, ma se siete in zona vale la pena farci visita. Forse ho ragione a pensare che i borghi ci chiamano, vogliono farsi conoscere ed essere visitati. Fortunatamente la porta sul retro è aperta, da qui si accede ai sotterranei. Oggi risulta abbandonata e riporta numerosi danni strutturali, dovuti probabilmente al terremoto oppure a qualche frana, frequenti in quei territori. Arrivo nel piccolo borgo di Canneto e parcheggio proprio davanti alla villa, sono tentato di partire da quella, ma sono certo che poi mi dimenticherei di andare a vedere le case del borgo, quindi preparo l’attrezzatura e parto con l’esplorazione delle abitazioni abbandonate. Come già detto nell’articolo della prima esplorazione questo posto è incredibile. Finisce cosi anche l’esplorazione del castello dell’artista. Le date corrispondono abbastanza con le caratteristiche della villa e ad alcuni oggetti trovati al suo interno. Non avevo intenzioni di fare molte foto, ma appena entro mi lascio rapire dalla statuette in giardino e inizio a fotografarle. In questa esplorazione non sono solo, con me c’è, come sempre mio fratello, ed un amico appassionato di fotografia. Alla fine un po delusi torniamo alla macchina bagnati fradici e infreddoliti, ma contenti di aver visto questa famosa location. Il complesso comprende una grande villa ora in stato di abbandono e le stalle ora ristrutturate e convertite in appartamenti, alcuni già abitati altri ancora in vendita. Supponiamo che tu sia d'accordo, in caso contratio puoi rifiutare. Visito e fotografo tutte le stanze e mi sposto al piano sopra dove ci sono le cose veramente interessanti. Il Lazio è una regione a statuto ordinario dell’Italia centrale, che ha come capoluogo Roma. Certamente non la scorderò mai. La parte interessata dalla mia visita invece giace abbandonata, probabilmente a causa dei problemi strutturali che riporta l’edificio. Il finto castello e la cascina. La leggenda narra che non avessero la corrente perché il loro padre era morto folgorato lavorando su una linea elettrica. Trovo anche una cucina quasi del tutto arredata e diverse camere da letto con gli armadi ancora intatti. La caratteristica principale della villa del cavaliere è la sua facciata a “forchetta” che la rende diversa da qualsiasi altro palazzo. Torno alla villa per andare ad esplorare le ultime due torri: la prima, quella di sinistra, è piena di statuette rotte, vecchia attrezzatura da sci e altro ciarpame, nella seconda torre invece c’è un’altro pianoforte a coda e un enorme tavolo di legno ricoperto di fotografie.
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