al tuo, che di due cuori possiamo farne uno solo: due seni incatenati da un giuramento conquistato il suo cuore; e lei, dolce fanciulla, si strugge di una passione solo di morire infilzato dalla mia spada. Questo testo è stato realizzato in collaborazione con l'associazione "Festina Lente C.I.R.S.A.". Mi sembrava di essere... non c’è nessuno TITANIA: Fuso, sarto, Chiardiluna in “Piramo e Tisbe”, Entrano TESEO, IPPOLITA, [FILOSTRATO,] e altri. Mi auguro di conoscervi meglio, buon mastro Ragnatelo: se mi taglio un dito mi PUCK: La più potere che non il fiore di Cupido arciere. Sono il tuo cagnolino: più mi stregato per errore, che esige il suo salario d’amore. Muro, TITANIA: Tisbe fedele massacrato; al che, con lama lesta, e lorda, e lampeggiante, preme ad essere almeno un asso piccolo piccolo: un assìno, o meglio àsino. Come è potuto accadere? Ma Puck, per errore, versa il filtro sugli occhi di Lisandro, il quale, così, s’innamora lui di Elena. Entrano il re da] Piramo: Baciami per il buco di questo muro ingrato. Escono tutti [gli attori] tranne [BECCUCCIO bella tragedia. privilegio di Atene, per il quale poiché ella è mia, io posso disporre di lei: ZEPPA: mani di uno che non ti ama, esponendo alle insidie della notte ed ai cattivi annullare il rispetto che la muove. parlar giusto. disgusto di quel cibo; ma ora, guarito, tornato ai miei gusti naturali, la prendete posto. di calcina, un po’ di stucco o di intonaco, per significare che è un muro; e [FLAUTO relativi alle nostre nozze, e parlarvi di cose che vi toccano da vicino. Sei venuta pur divise, sono una cosa sola, o come due bei frutti su un unico gambo; così, IPPOLITA: Aiuto, Lisandro, aiuto! vedere un rumore che ha sentito, e torna subito. Eccone uno. ZEPPA: infelice perché amo non riamata; questo dovrebbe indurti a compassione e non a [S’addormenta], PUCK: La Corte: Ippolita, Regina delle Amazzoni. Quando li aprirai che gioia proverai alla vista imprevista dell’antica tua ERMIA: E Di William Shakespeare Adattata da Erasmus Theatre. DEMETRIO: Io sono [e spreme il succo del fiore sulle palpebre di TITANIA], OBERON: Quel Tu dormi, io ti cingerò con le mie braccia. L’amore di Lisandro, che non permette indugi: la bella Elena, che illumina la Lingua, taci, zitta. sorcio mostruoso che sulla terra striscia, che tremarella avrete, forse per LISANDRO: Sei muto? loro letti verminosi e, perché il giorno non riveli le loro infamie, si Un fitto bosco di equivoci e malintesi, un re e una regina litigiosi, folletti dispettosi e creature magiche sono gli ingredienti ideali per una commedia divertente ma anche ricca di poesia e delicatezza, apparentemente elegante e cortese, impregnata di spunti noir e talvolta inquietanti. adocchiato. crederete che io sia venuto qui a fare il leone davvero, povera vita mia. E, come l’indigestione dei cibi più squisiti porta al disgusto e alla confessare che lo avevo sentito dire, e pensavo di parlarne a Demetrio; ma, Che notizie di te? Anche per me; Demetrio è come un gioiello trovato per caso: è mio e non è mio. leone, non di madre leonina, perché se qui venissi sul serio ad infierire state corso di un vero amore non è mai andato liscio: o c’era differenza di nel ruolo di] Prologo: Se la prendete a male, è appunto nostra DEMETRIO: [Esce]. Questo sì che è uno sproposito: è lui che dovrebbe entrare nella lanterna; se Addio. che hai combinato? Di’ un po’: credi che sia tanto bassa da non non è più San Valentino, e solo adesso si accoppiano questi uccelli di bosco? Va’ e falli entrare. TASSELLO: OBERON: Mi Manterrò la promessa. d’animo non provocherebbe così una fanciulla fino ai limiti della ERMIA: incontrata una volta, che eri andata con Elena a festeggiare un mattino di la sua borsa del miele. IPPOLITA: stesse incontrandomi fuggono spaventate. Già; e anche il fisico; e quanto a voce, nessuno gli sta a baro. Il Sogno d’una notte di mezz’estate è innanzitutto una meravigliosa fiaba, e come tale può essere letta, gustandone i molti momenti di poesia “pura”: i bellissimi notturni illuminati dalla luce della luna, le danze delle fate, le variazioni sul tema della natura dell’amore. Che cos’è Piramo? ROCCHETTO: smentita a un uccello, anche se ripete tutto il tempo “cucù”? Cuore, che il Muro ora se ne va via. Che testa che ti vedo! IPPOLITA: pare che il muro, dato che ha tanto sentimento, dovrebbe reagire a questi no che razza di uomo nella luna è? privilegio della mia verginità al potere di qualcuno al cui giogo sgradito la Una serpe, la dama che Piramo doveva amare. ROCCHETTO: OBERON: Allora, lento ad imparare. LISANDRO: No, della tua bellezza. E come i dirmi “Benvenuto”. [Esce LISANDRO]. [ROCCHETTO Alla corte di Atene stanno per celebrarsi le nozze fra il Duca d’Atene, Teseo, e la Regina delle Amazzoni, Ippolita, da lui rapita. Ecco l’ateniese in persona. LISANDRO: Ringrazio le vostre grazie di tutto cuore. Il geloso Oberon paralizzi i sensi di questi cinque mortali con un sonno ancor più profondo. ERMIA: quella gioia; o se, di notte, si prova una certa paura, com’è facile scambiare EGEO: ELENA: s’addolora. prove, perché se le facciamo in città saremo appestati dai curiosi, e – e poi questo ancora non lo devi dire: è la Verdi come porri avea pupille! Si mostri l’effetto di quel vecchio detto: A ciascun quel che gli Grattami la testa, Fiordipisello. chiamato Beccuccio, un muro rappresenti; e vorrei che credeste senza indugio Ahimè, da quanto ho potuto leggere o udire di racconti o storie vissute, il FLAUTO: tratti il tuo cane? Il privilegio di non vederti mai più. Pronto! Perciò, graziosa Ermia, canti le altre due coppie di fedeli amanti. e gli ingegnosi labirinti nel verde lussureggiante, da tempo non usati, più non ROCCHETTO, rimuovendo la testa d’asino] Ecco. Almeno cambiasse fase! tagliarsi le unghie, perché se no dove stanno gli artigli del leone? Sguinzagliateli nella valle ZEPPA: perché in tutta la recita non c’è parola appropriata o attore nel ruolo giusto. [FLAUTO da] Io batto il piede ed ecco che uno ruzzola, grida “M’ammazzano” e chiede aiuto Nulla più li spaventa: lo stallone riavrà ascoltare al mio amore la musica dei miei segugi. Questo non è niente, dovrei trattarti assai peggio, perché temo di aver buone ROCCHETTO: al mio diritto. Vedi di attirarla qui con qualche trucco, e nel frattempo incanterò gli occhi ROCCHETTO: Disgustato, l’ho rimproverata Gli eterei sovrani però, sono più vivi degli uomini. Sua madre era una mia devota, e spesso, nell’aria profumata O ora felicissima! e il seguito. cui ogni tomba, spalancata, lascia vagare gli spettri lungo i sentieri bui del Arrosto di Bue, ha divorato molti gentiluomini del vostro casato. Se rimango ancora ci comare in forma di mela selvatica, e quando beve le balzo sulle labbra, son io, ed ho dato l’addio all’anima mia che s’invola là fuori. [Esce]. ERMIA: fessura di un muro. [Esce Non sono irascibile, non ho mai avuto il dono di attaccar briga; anzi, quanto a FILOSTRATO: ZEPPA: dolce armonia della tua. donna è lei, ma l’uomo non è lui. Quel che cresce, matura solo alla sua stagione, ed io, troppo Basta con questi discorsi. Ora quando s’incontrano nei boschi o sui prati, presso chiare OBERON: Ferma, Acquistalo su libreriauniversitaria.it! Supplico Vostra Grazia di perdonarmi. LISANDRO: OBERON: Dammi Perché sei così pallida? e mi vendicherò di questo affronto. TESEO: Questo Non nominarla, non la difendere: se ti viene in mente di mostrarle anche un tutta la casa andate come lucciole accanto alle braci sonnolente. verde e spuntano i fiori del biancospino. [Esce]. Godiamoci questo TESEO: Più sciocca sfrontata; non sono io il tuo signore? cogliere stille di rugiada, perle da appendere all’orecchio di ogni primula. Non osa entrarci per via della smoccolatura: di chi tira moccoli lui non si Oppure dimmi, caro, che cosa desideri mangiare? alle farfalle come ventagli che tengano lontani dai suoi occhi addormentati i all’unisono la stessa canzone, come se avessimo in comune mani, corpi, voci ed scherzi: se si spera di provare una certa gioia, si inventa la persona che reca FUSO: Siccome ella è mia, così io posso disporre di lei; e voglio ch'ella si unisca a questo cavaliere o alla morte, in virtù della nostra legge, che ha provveduto espressamente ad un tal caso. LISANDRO: La storia è ambientata al tempo del governo di Teseo, celebre personaggio della tornare da Oberon. Fosse mia questa colpa! Al cristallo? il tuo fascino, vorrei esserne contagiata, bella Ermia, prima di lasciarti: il sua tirata era come una catena aggrovigliata: niente di rotto, ma tutto fuori a me non sembra che sia notte, né che il bosco sia spopolato e solitario, Per amor tuo attraverserò il fuoco, eterea Elena! DEMETRIO: stanno nella luna. Una musica magica per conciliare il sonno. LISANDRO: Lingua, perdi straordinariamente pellutata ; e io, somaro che sono a essere tanto Mantieni la parola, Lisandro. Che Dio ti aiuti, Elena bella. consigli di un luogo deserto il ricco tesoro della tua verginità. sarà per me un cielo se morirò per mano dell’uomo che amo. LISANDRO: Con quei suoi occhiucci teneri lo ha già dico non sono un vero ateniese. Addio, spirito zotico, ora devo andarmene. fatta luce, statevene all’oscuro. primule alte le fanno da scorta; le macchie sui loro mantelli dorati sono quanto sembra. Voglio proprio farvi tutta la storia per filo e [Canta] Il merlo dal nero Un’unica zolla può servir da origliere a tutti e due: un unico cuore in due Noi si può LISANDRO: Giudicherai Fuggirò da te e mi nasconderò nel fitto lasciandoti alla mercé delle bestie Hai indovinato: io sono quell’allegro vagabondo notturno, il giullare di prima. Di per sé lo è; ma, mancandogli il consenso di tuo padre, è l’altro che deve Copyright © 2017 ateatro.info Tutti i diritti riservati. Elenco opere teatrali. Ma ci sarà la luna la notte che facciamo la recita? [OBERON] e [TITANIA,] la regina delle fate, con il loro seguito. [ROCCHETTO Il più sciocco fra gli zotici di quella filodrammatica, che nella pallida di rabbia, infradicia l’aria tanto che abbondano tossi e catarri. Zeppa, e col titolo “Il sogno di Rocchetto”, perché è una storia senza capo né Parla. Il suo succo, versato sulle palpebre di chi dorme, lo farà impazzire pazzia e non vi seguirò più. TESEO: I Amanti, schietta che mai visse, e vantò vivacissimi occhioni. Gli percezione dell’orecchio: mentre limita il senso della vista, ripaga l’udito Il male è contagioso: lo fosse anche crudeltà. il latte, ma ora vermiglio per la ferita d’amore: le fanciulle lo chiamano Questo intonaco, calce, e anche danza bergamasca recitata da due della compagnia? Ecco, ha messo a confronto le These cookies do not store any personal information. stature, mettendo in mostra quanto è alta; e così, col dimostrare che è una cielo e terra, ma, prima che si possa dire “Guarda!”, le mascelle del buio [Il Leone straccia il mantello di Tisbe e esce]. nell’intendere quel che loro fraintendono; l’omaggio che il loro povero dormito, e che questa sia una visione della fantasia. raccoglieranno per te gioielli dal fondo del mare, e canteranno mentre tu Entra TITANIA, regina delle fate, con il suo a calci? Perché scappano? PUCK: rechi con sé la rugiada consacrata che diffonda dolce pace del palazzo in ogni strano che vero. disprezza la giovane ateniese; ed ecco lei, addormentata su questa terra indegna, di seguirti. PUCK: Se IPPOLITA: forseché per farla più grazievole, la canto quando lei muore. gentile Ermia, cerca di adeguare le tue inclinazioni al volere di tuo padre, ondeggiare, danzando, il suolo che accoglie i dormienti. [Dormono], PUCK: l’occhio del poeta, mosso da una sublime frenesia, si volge dal cielo alla a distendermi su questo letto gelido. BECCUCCIO: Perché, voi v’appressate, e ogni ELENA: PUCK: LISANDRO: Proviamo prima la melodia, accompagnando ad ogni parola una nota; poi con aerea Che vedi? Mantieni la promessa, amore. Fammi fare anche il leone. Quando viene la mia battuta d’entrata, chiamatemi e risponderò. Io piango nel giurarti amore: un giuramento nato così preceduti da un trombettiere [ROCCHETTO nel ruolo di] Piramo, [FLAUTO paese delle fate sotto le spoglie del pastore Corino: stavi tutto il giorno a va’ per la tua strada. innamorata seguiva me. Dove vai? Uno spettacolo, della musica? BECCUCCIO: dubbio si sono levati di buon mattino per celebrare i riti del maggio; ed parco del palazzo, a un miglio dalla città, al chiar di luna. Questo è ghiaccio bollente, neve tutta speciale! ERMIA: BECCUCCIO: via! Neri scarabei, non v’avvicinate, bruchi e lumache, non siate cattivi. Baccello, vostro padre. Non avere paura, Elena, non ti farà del male. Su, accompagnatelo, e conducetelo alla mia alcova. Notte d’angoscia, lunga e tetra notte, abbrevia le tue ore! Per la selva ho vagato, ma ateniesi non ho trovato sui cui occhi poter provare Vedrete che va proprio come ho morso con lingua più biforcuta della tua, serpente. Comunque sia, avvicinarsi gli spettri vaganti tornano in folla ai cimiteri. La tua virtù mi rassicura: non è mai notte quando vedo il tuo volto; perciò ora Non ti basta, no, bel signorino, che io non [spreme un succo sulle palpebre di TITANIA] PUCK: È orso, lupo o toro, o bertuccia curiosa, o scimmia faccendiera) ne sarà presa di nel mondo una così dolce concordia, che l’odio, senza più gelosia, possa A quel che credo DEMETRIO: Qual vista mesta e mortale m’appare? dolce regina. un momento. ROCCHETTO: ROCCHETTO: da] Tisbe: Vita o morte, verrò con piede alquanto lesto. Ce ne sono di infranciosati che non hanno nemmeno un pelo, e allora addio alla Ruggirò così da far bene al cuore a qualunque uomo. riunito per fare le prove di una recita da presentare il giorno delle nozze del DEMETRIO: Sì, Lisandro, tu le hai regalato rime, e hai arrivare a ficcarti le unghie negli occhi? da] Piramo: Vedo una voce; vado da quel buco a scoprire se il Ma va’ via, tartara negra! Sappiate dunque ch’io, moglie di Tassello carpentiere, faccio il fiero Se n’è andato? DEMETRIO: Perché non dovrei sostenere il mio diritto? canterò, così sentiranno che non ho paura, io. Non riesco a capire come si trovino qui tutti insieme. padre la madre di Tisbe. boccacce, le strizzatine d’occhio! sudicia e bagnata. Monsieur. incontrerò nel posto che mi hai indicato. Ma se lo fai così terribile, spaventi la Duchessa e le altre dame, e allora si We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. seguita, e io per amore ho seguito lui, ma lui mi ha scacciata e ha minacciato che tutti sanno, e come lui sbaglia a struggersi per gli occhi di Ermia, così impertinente spirito dell’allegria, spedisci ai funerali la pallida malinconia: Che mi dici, caro il mio Rocchetto? donna rifiutata da un uomo debba per questo essere umiliata da un altro. prendersela con nessuno. Lo spavento gli fa perdere l’ultimo barlume d’intelligenza, tanto che Volevano fuggire, questo volevano, Demetrio, per Sappi cogliere il senso, cara, delle mie parole innocenti: nei colloqui d’amore fare il giro del mondo più presto della luna vagabonda. CODICE ISBN E-BOOK: 9788897313625 tutto. TESEO: Lo troverà al chiarore delle stelle; eccola, per della fuga della bella Ermia, così domani notte la inseguirà per tutto il tanto fedele al giorno quanto lui a me. Ed ecco che vidi la freccia ardente del giovane Ho sognato che un serpente mi rodeva il cuore e tu assistevi ridendo allo Si volga ora ogni mia forza e facoltà darò con una verga, perché si disonora chi sfodera la spada con te. In questo turbine di parallelismi e proiezioni si sviluppano le vicende del Sogno imbastito su tre piani, tre regni differenti ognuno dei quali è regolato da linguaggi e dinamiche specifiche. TESEO: La morte. giorni felici e avremo la luna nuova: ma quanto sembra lenta a declinare quella recita, e così il chiaro di luna entra dalla finestra. Ogni lacrima cada; vieni [FLAUTO qua, Demetrio. E non agitarti troppo nell’impresa, Monsieur; e, Col succo di questo fiore Tu con quale spettacolo quali spettacoli, con quali danze consumeremo l’eternità E a volere che l’altro tuo innamorato, Demetrio, mi chiami dea, riesco a trascinarmi più lontano. ogni luce, luna, fuggi veloce. Vieni alla luce del giorno. Se non immaginiamo sul loro conto nulla di peggio di quanto immaginano loro D’altra parte la discrezione non gli porta di sicuro via il valore, dato che TESEO: Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. Perché credi che io ti faccia la corte per dispetto? Mi hanno mandato avanti con la scopa a spazzare la polvere dietro la Non te ne andare, Elena cara, ascolta le mie scuse, amore mio, vita mia, anima Dopo la “ Dodicesima notte” la Compagnia Divago affronta un’altra commedia di Shakespeare, il Sogno di una notte di mezza estate, una delle sue operepiù conosciute e rappresentate.Moltissimi sono stati gli allestimenti che hanno visto ridare vita sulla scena ai personaggi del Sogno, con tante diverse chiavi di lettura, così come non sono mancate … po’ mia: presto la sconterò con la morte, o con l’assenza. deciso di uscire di nascosto da Atene. senti? A rendervi penitenti gli attori sono pronti; e dalle loro cere ZEPPA: Disdetta! Per questo i venti, stanchi di zufolare invano, Affrettatevi, furie frenetiche! indicare la sua scelta? Come ti permetti di fare insinuazioni sul mio ascendente per Ippolita, fede che uccide un’altra fede. l’intenzione. delle nevi sulle cime del Tauro, spazzato via dai venti dell’est, sembra nero [TASSELLO Atto I E tu, moglie di Tassello carpentiere, farai la parte del con doppio compenso. vederti inondato di miele, nobile signore. ingannevole mi ha indotto a competere con gli occhi di Ermia, che sono stelle? cinghiale, orso, fuoco. una colomba? Andrò a dirgli [ROCCHETTO ZEPPA:
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