5 Medaglie d'Argento al Valor Militare. Anche la bandiera dell'attuale 4º Reggimento Alpini si fregia di due Medaglie d'oro al valor militare, ma non conferite direttamente al reggimento: è infatti custode delle tradizioni del Battaglione Alpini "Aosta" (decorato nel 1918) e del Battaglione Alpini Sciatori "Monte Cervino" (decorato nel 1942-43). Mechennò-Zeban Cherchetà, 20 gennaio; Passo Mecan (Mai Ceu), 31 marzo 1936", "Salda unità di guerra, in prolungata aspra battaglia contro preponderanti forze terrestri ed aeree, di sprodigava con indomito valore riuscendo nella tenace difesa sostanziata da audaci contrattacchi, come nell'offensiva ardita e violenta, a contenere sempre l'aggressività dell'avversario agguerrito. Processato e condannato da un tribunale straordinario per avere eseguito gli ordini ricevuti dalle Autorità legittime e per avere tenuto fede al suo giuramento di soldato, manteneva contegno fiero e fermo, rifiutando di firmare la domanda di grazia e di dare adesione anche formale alla repubblica sociale italiana, fino al supremo sacrificio della vita. Riferimenti: ˙ Istituto del Nastro Azzurro: Albo d'Oro degli Azzurri della Federazione Provinciale di Bergamo; Larus Print Ed., 1997 ˙ Istituto del Nastro Azzurro: database nazionale ˙ Decorati al Valor Militare – Bergamo – a cura dell’Istituto del Nastro Azzurro di Bergamo; Historia Editore, Milano 1939 ˙ A.N.A. Fulgido esempio di attaccamento al dovere e di alte virtù militari. Luglio ed ottobre 1915, marzo e giugno 1916, Per la valorosa ed intrepida condotta tenuta a Castelfidardo, 18 settembre 1860, "Per il valoroso contegno, per le ripetute prove di saldezza e di slancio, per la tradizione di eroismo nobilmente mantenuta durante tutta la guerra. Avuta notizia di una nuova azione, abbandonava l’ospedale in cui l’avevano ricoverato, e raggiungeva il suo reparto; trasportato dai suoi, riusciva a prendere parte anche alla gloriosa offensiva finale. Con una audace marcia attraverso la zona costiera del lago di Ocrida ripiombava sui fianchi dell'Esercito greco al quale strappava con decisa manovra il possesso d'una vasta zona ricondotta nel seno della Patria. Confermavano così le più pure tradizioni di valore, di abnegazione e di sacrificio dell’Artiglieria alpina italiana. Iniziata l'ardua impresa, aveva già oltrepassato la prima linea di ostruzioni, ma fu arrestato dalla seconda, nella quale il battello rimase impigliato coi timoni e le eliche. Nella intera campagna rinverdì di novella gloria le fiere tradizioni dei Granatieri di Sardegna. Caduti; Campania; Medaglia d'Oro al Valor Militare; Nato a Napoli nel 1905, fucilato a Nola (Napoli) l'11 settembre 1943, avvocato, Medaglia d'oro al valor militare alla memoria. 19 - 20 dicembre 1914. Pochi giorni prima dell’arrivo degli alleati passava nuovamente le linee tedesche portando preziose notizie sul nemico e sui campi minati. A compimento dell'impresa che costava immenso tributo di sangue meritava la citazione sul Bollettino delle FF.AA. I primi nuclei partigiani e dei G.A.P., operanti in città, e, in seguito, le numerose Brigate delle Divisioni "Vicenza", "Garami" e "Ortigara", gareggiando in audacia e valore, pagando un largo tributo di sangue alla causa della Liberazione, mentre gran parte della popolazione subiva minacce, deportazione, torture e morte e centinaia di altri suoi cittadini in divisa combattevano all'estero, per la liberazione di altri paesi d'Europa. Varzi subì prima l'oltraggio delle atrocità delle bande fasciste e poi, dalla fine di novembre del 1944, l'ingiuria dei nazisti e dei loro scherani, colpevoli di inenarrabili violenze. A capo della propaganda di una grande unità, seppe dimostrare che più che le parole valgono i fatti e fu sempre dove maggiore era il rischio e combatté con i fanti nelle linee più tormentate. Né le estenuanti tappe dei tragico ripiegamento lungo la nevosa, gelida steppa russa, né il calvario del supremo olocausto del superstite pugno d'eroi, incalzato, braccato e falcidiato, valsero a fiaccarne l'intrepido animo, il saldo cuore, e lo strenuo valore che, dopo oltre un mese di contrastata, sfibrante lotta, trionfavano sulla maggiore potenza dei mezzi del nemico. Vicenza, 10 settembre 1943 - 28 aprile 1945. (, "Comune adagiato sulle colline dell'Oltrepò, snodo essenziale per le armate naziste, fu protagonista di un'ininterrotta e intrepida attività partigiana durante tutto l'arco della Resistenza. 25 luglio - 15 novembre 1915; giugno 1916", "Espressione purissima delle forti virtù dell'intrepida gente di Sardegna, diede il più largo tributo di eroismo alla gloria dell'Esercito e alla causa della Patria, dovunque vi furono sacrifici da compiere e sangue da versare. Napoli, 28-29 settembre 1943. Primi nell'offerta, nella sofferenza e nel sacrificio, I tre ferrei battaglioni, sempre fedeli alla loro antica tradizione, hanno superato con più che leggendario valore, il loro eroico passato di guerra. ), come massimo riconoscimento del valore militare, fu istituita dal re Vittorio Amedeo III di Savoia il 21 maggio 1793 «[…] per ufficiali inferiori e soldati che avevano fatto azioni di segnalato valore in guerra». All'imbaldanzito invasore oppose sul Piave l'audacia della sua indomabile volontà di vittoria, la fierezza sublime e la granitica tenacia della sua antica stirpe (16 - 24 giugno 1918). 3 Medaglie d'Oro al Valor Militare. Cieli del Mediterraneo, dell'Africa, dell'Oriente, 16 giugno 1940-8 settembre 1943. ", "Mutilato e superdecorato, volontariamente nei ranghi della nuova guerra, per la maggiore grandezza della Patria, riconfermava il suo meraviglioso passato di eroico soldato. Dukagjini (fronte greco), 20 aprile 1941", "Imbarcato da pochi giorni su Cacciatorpediniere, prendeva parte, distinguendosi per bravura, al disperato tentativo di attacco a Base Navale avversaria, durante il quale l'unità veniva sottoposta ad incessanti attacchi aerei che ne causavano l'affondamento. La sua collaborazione con le forze di terra nel campo tattico strategico e logistico confermava la efficienza dei mezzi e consacrava soprattutto l'ardimento eroico degli equipaggi che si prodigavano in ogni giornata di battaglia, oltre il possibile, esempio e monito, testimonianza del valore italico e auspicio per il futuro. La notte seguente, venuto a conoscenza che un fante di altro reparto trovavasi gravemente ferito in un campo minato, là dove nessuno aveva osato recargli soccorso prima di neutralizzare le mine, da solo strisciando sul terreno e tastandolo palmo a palmo, dopo oltre un'ora di estenuante sforzo, riusciva a trarlo in salvo. Il 18 giugno 1915 seguendo il presidio che ripiegava su Tripoli, rifiutò risolutamente di porsi in salvo, volendo seguire le sorti delle truppe; più volte colpita da proiettili nemici mentre soccorreva feriti ed incuorava alla lotta, morì eroicamente in mezzo ai combattenti. Cielo del Mediterraneo Centrale, febbraio - agosto 1941", "Pilota da caccia di raro ardire e di incomparabile perizia, con freddo, mirabile e Cosciente coraggio in aspri cimenti e in duri combattimenti nei cieli del Mediterraneo e dell'Africa Settentrionale, abbatteva 94 velivoli che sommava ad altri 7 apparecchi abbattuti nel cielo della Manica. riunire con fraterno vincolo di solidarietà i decorati della più alta ricompensa al valor militare, affinché, mantenendo viva la tradizione della gloria italiana, siano di esempio e di incitamento per tutti ad operare per il bene della Patria; costituire e curare un archivio per la raccolta di documenti sui propri decorati ed un museo per la conservazione dei relativi cimeli e ricordi; tutelare e diffondere la conoscenza della storia del valore italiano; promuovere, sul territorio nazionale, le cerimonie di ricordo e di esaltazione della Medaglia d’Oro al valor militare. 4 giugno 1859. Durante la seconda guerra mondiale la neocostituita Repubblica Sociale Italiana, nell'arco temporale 1943-1945 successivo all'armistizio di Cassibile, adottò un riconoscimento governativo analogo a quello vigente all'epoca nel Regno d'Italia e recante l'effigie del gladio in luogo delle insegne regie; tale riconoscimento non fu mai legalmente riconosciuto dal Regno stesso, né successivamente dalla Repubblica italiana. Caduto a Cuneo il 28 aprile 1945, operaio meccanico, Medaglia d'oro al valor militare alla memoria. Le Medaglie d’Oro al Valore Militare d’Italia della Repubblica Italiana 1946-2002 | (edizione: Maggio 2003) Ai sensi della normativa attuale (D. Lgs. Il decorato più anziano tra i civili senza un rilevante passato militare fu l'avvocato, "Governatore e comandante delle Forze Armate delle isole italiane dell'Egeo si trovava, nel cruciale periodo dell'armistizio, a capo di uno degli scacchieri più difficili, lontani e vulnerabili. Spirava serenamente col pensiero rivolto alla famiglia ed alla Patria nella luminosa soddisfazione di avere compiuto con piena coscienza ed assoluta modestia il suo dovere di soldato e di italiano, per il quale la concessione della prima Medaglia d’Oro non era stato un punto di arrivo, ma un punto d’onore per fare ancora di più e sempre meglio, come effettivamente ha fatto. Malgrado le fortissime perdite che lo avevano ridotto ad un pugno di eroi, continuava ostinatamente a combattere per l'onore della Patria e perché così vuole la forte tradizione alpina. Col loro intrepido valore e con la loro travolgente irruenza, in mobile gara di abnegazione, di arditezza e di irresistibile slancio con I battaglioni del reggimento gemello, travolgevano il nemico, ne contenevano e ne arginavano l'irruente avanzata, creando la indispensabile premessa alla ripresa ed aprivano la via della salvezza a numerose unità. 23 maggio–5 giugno / 30 agosto 1917", "Medaglia d’oro per la Guerra 1915-1918, dopo aver fieramente chiesto ed ottenuto l’assegnazione ad una unità di prima linea impegnata in aspra lotta, dava continua e chiara testimonianza del suo fervore di apostolo e della sua tempra di soldato fuse nella esplicazione più nobile delle attribuzioni sacerdotali e nell’ascendente del più schietto ardimento e di ineguagliabile abnegazione. Chiamato in altro settore, dove minacciose masse russe erano riuscite a passare sulla destra del Don, con eroici contrattacchi e con tenacissima resistenza arrestava definitivamente l'avversario, rendendo vani ripetuti sfondamenti fatti dal nemico con mezzi e forze assolutamente preponderanti. Destinato successivamente in altro settore per sbarrare al nemico la via del successo, per oltre trenta giorni, nella aperta e ghiacciata steppa russa, resisteva con incrollabile tenacia a diuturna formidabile pressione dei nemico grandemente superiore per numero di uomini e mezzi, lo inchiodava sul terreno, lo contrattaccava con aggressiva violenza, gli infliggeva gravissime perdite, dando prova di sublime eroismo ed immolandosi per l'onore della Patria. Agordat (Eritrea), dicembre 1893", "Impegnatosi col suo battaglione sul Monte Rajo, nel momento più critico della lotta, combatté valorosamente. Africa Orientale, 4 febbraio - 27 marzo 1941", "Per la strenua difesa fatta dai cittadini contro l'irruente nemico nel maggio e giugno 1848. Ritirato dalla prima linea da meno di un giorno (19 ore) nuovamente vi accorreva per respingere un riuscito minaccioso contrattacco nemico, e gettandosi ancora nella lotta con abnegazione sublime, riconquistava definitivamente, in mischie convulse, le tormentate posizioni. Vedi. 241: 23 maggio - 7 giugno 1917", Per la gloriosa condotta tenuta all'attacco e presa delle posizioni di S. Martino - 24 giugno 1859, Sostenne intrepido un formidabile attacco nemico, riuscendo in cruentissima lotta, dapprima a trattenere l'invasore e poi a respingerlo. Granitici e fieri alpini, furono sui monti di Grecia e di Albania ben degni dell'eroico e vittorioso loro passato di guerra - Fronte greco - Pindo - Mali - Scindeli - Golico, 28 ottobre 1940 - 23 aprile 1941, Fedele ad una superba tradizione di gloria, con suoi granitici battaglioni "Vicenza", "L'Aquila", "Vai Cismon" e 83ª compagnia cannoni controcarro respingeva con gagliardo impeto reiterati violenti attacchi. Fronte egiziano, 9 dicembre 1940 - 5 gennaio 1941", "Superba unità di guerra, non paga del grande sangue versato e delle eroiche imprese compiute nel precedente cielo operativo, si prodigava ancora con suprema dedizione per il buon esito in numerosi combattimenti. Ciascuno dei due squadroni venne insignito individualmente di Medaglia d'Oro al Valor Militare, "Fedele al compito di vendicare l'eroico sacrificio di Amba Alagi, negli stessi luoghi che videro la virtù epica del Maggiore Toselli e dei suoi, emulò la sua tradizione e rinnovò le sue glorie con ingenti perdite di vite e sangue. Chiavica Pedone (RA), 2-3 marzo 1945", "Nelle giornate della grande offensiva di primavera condotta in Italia dalle Armate Alleate ripeteva con lo stesso ardire e lo stesso stile altre imprese non inferiori a quelle che già gli avevano procurata la concessione di una Medaglia d’Oro. Le medaglie al valor civile sono state istituite dal Re Vittorio Emanuele II con Regio Decreto n.1168 del 30 aprile 1851. Raccolto morente, rifiutava qualunque soccorso, incitando ancora i dipendenti all'attacco.

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